L'ambrosia, una pianta invasiva da combattere

L'ambrosia è una delle piante più invasive e allergogene in genere, e si sta diffondendo rapidamente in tutta l'Italia.

Il polline dell'ambrosia (Ambrosia artemisiifolia) causa diversi disturbi e malattie come l'allergia, l'asma e la congiuntivite.

L'ambrosia è priva di nemici naturali, non vi è insetto che la gradisca o altro animale che la mangi. I suoi numerosi fiori sprigionano nell'aria quantità importanti di polline che può viaggiare col vento per centinaia di chilometri (!). D'altra parte produce un gran numero di semi che con le loro spine si attaccano al pelo degli animali e agli pneumatici delle macchine in transito.

 

 

Negli ultimi anni infatti l'ambrosia si sta diffondendo anche dalle nostre parti, in alcuni comuni sono state addirittura adottate delle ordinanze per arginare la sua propagazine. Ogni proprietario terriero dovrebbe infatti fare attenzione a eliminare, dunque estirpare o almeno falciare la pianta prima della sua fioritura. Il suo habitat ottimale sono le superfici incolte, come i margini della strada, le ferrovie, gli argini dei fiumi, i cantieri, le discariche e i fondi agricoli abbandonati - in pratica tutte le superfici che sono state lasciate libere, anche per brevi periodi, da ogni altro genere di vegetazione.

 

 

L'ambrosia fiorisce dalla seconda metà di luglio fino alla fine di settembre, in questo periodo i soggetti sensibili al suo polline noteranno soprattutto disturbi a carico del apparato respiratorio, dato che bastano 20 minuscole particelle di polline in un metro cubo d'aria per provocare sintomi e reazioni allergiche capaci di compromettere la normale vita quotidiana.

I sintomi più frequenti sono le infiammazioni a carico delle mucose, come la rinite, gli starnuti ripetuti, il prurito e l'arrossamento degli occhi con notevole fastidio alle orecchie e alla gola, che influiscono sulle capacità di concentrazione e sull'irritabilità dei soggetti interessati. I sintomi sono tipici del mese di agosto e di settembre, ma se doveste riscontrarli lungo tutto il corso dell'anno, probabilmente saranno da attribuire ad un'allergia dovuto ad un altro fattore ambientale, come ad esempio gli acari presenti nella polvere delle nostre case. Nel caso dell'ambrosia, il rimedio più efficace è quello di evitare i luoghi infestati e di stare all'aperto.

 

 

Durante la guida si consiglia di tenere chiusi i finestrini e di usare il ricircolo d'aria. I cigli delle nostre strade sono infatti in genere i luoghi più infestati dall'ambrosia e il suo polline viene mosso già dal solo passaggio delle macchine. Negli impianti dei condizionatori vanno adoperati i filtri antipolline. Limitate l'apporto di polline all'interno delle vostre abitazioni chiudendo le finestre durante le giornate di vento e arieggiate subito dopo la pioggia o durante le notti senza vento. Con la rugiada e la pioggia infatti il sottile polline dell'ambrosia si attacca alla vegetazione e non riesce più a proseguire il suo viaggio verso le altre piante. Al rientro cambiamo i vestiti, evitando di riporli nella camera da letto, laviamo il viso e i capelli. Nonostante la bella stagione, conviene asciugare il bucato lontano dal vento. Per pulire le mucose del naso possiamo adoperare della soluzione fisiologica, mentre per le reazioni più fastidiose conviene consultare il nostro medico di fiducia.

 

 

I fattori di rischio che stanno alla base del fenomeno delle allergie sono molto articolati, tuttavia l'ambrosia nasconde un'elevata capacità di scatenare nuove allergie anche nei soggetti che in passato non ne hanno sofferto, aumentando in modo sconcertante il numero di casi di allergie e di asma, soprattutto negli anziani e nei bambini. Proprio per questo motivo alcuni Stati hanno già preso provvedimenti legislativi per contrastare la diffusione dell'ambrosia, come ad esempio il Canada, l'Ungheria, la Svizzera e la Croazia. Per fare ciò bastano alcuni semplici accorgimenti. Tagliare l'erba dei prati e dei fondi e soprattutto lungo il ciglio delle strade, soprattutto nel mese di luglio, infatti impedisce che la pianta fiorisca e si propaghi, specialmente nel clima mediterraneo in cui luglio e agosto sono poveri di precipitazioni piovose, impedendo la pronta ricrescita dell'ambrosia. 

CasaTrend
31. lug 2012

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