Idee pratiche: arredare un piccolo laboratorio, II parte

Le soluzioni pratiche nel mio piccolo laboratorio facilitano il lavoro e rendono più bello l'ambiente.

 

Tempo fa ho descritto la fase di progettazione del mio nuovo spazio creativo, adesso passeremo all' aspetto generale e alle soluzioni pratiche del mio piccolo laboratorio.

 

Gli oggetti sono stati ordinati utilizzando degli appositi raccoglitori e dei cassetti di plastica trasparente.

Per i cassetti trasparenti vale la pena esporre due aspetti pratici:

* il materiale lascia intravvedere il contenuto,

* i cassetti si possono estrarre dall'armadio e il materiale può essere utilizzato direttamente dal cassetto, permettendomi di riporre subito il tutto nell'armadio, in modo da liberare la superficie di lavoro.

Il materiale che di solito porto ai miei workshop invece è riposto in alcune scatole di plastica trasparenti con coperchio, evitando che il materiale magari si disperda in macchina.

 

organizzare un piccolo laboratorio del fai da te in casa

I cassetti trasparenti ci fanno intravvedere il contenuto, risparmiandoci ricerche esasperanti al momento meno opportuno.


I cassetti trasparenti e le scatole mi piacciono, ma preferisco nasconderli dentro agli armadi in quanto apporterebbero un senso di disordine nel laboratorio.

 

Gli oggetti negli armadi sono stati organizzati secondo la loro importanza. I materiali e gli attrezzi di uso frequente sono a portata di mano (ad es. documenti, carta, cancelleria, scale di colore ecc.), mentre gli oggetti che non uso spesso sono stati riposti in disparte (libri di testo, vocabolari, dizionari e altro materiale linguistico, testi di fotografia e informatica ecc.).

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Il materiale è stato riposto secondo il criterio della frequenza d'utilizzo.


L'armadio in mezzo è stato lasciato con le ante a giorno, utilizzando delle mensole fisse. Nella parte superiore c'è lo spazio per i tessuti, le cornici di legno e delle piccole tele ancora inutilizzate con qualche decorazione di qua e di là. La parte inferiore è occupata dai raccoglitori che utilizzo tutti i giorni per il mio lavoro.

Trovo molto pratico l'utilizzo di una lavagna magnetica, nonostante la mia sia troppo grande (100 x 70 cm) e risulterebbe comunque troppo caotica dato che ci appendo una miriade di informazioni, biglietti, calendari, ispirazioni ecc. Ho pensato dunque di trovarle uno spazio più discreto dietro agli armadietti divisori bassi, in modo da non essere visibile ai visitatori quando entrano nel mio studio.


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Alla lavagna magnetica è stato riservato uno spazio discreto per non apportare troppa caoticità nell'ambiente dello studio.


Quando sono seduta alla scrivania posso consultare tranquillamente la mia lavagna ed essendo posizionata così in basso, è utilizzabile anche dai bambini che poi sono anche i miei clienti.

 

Dopo avere riposto il materiale negli armadi, è arrivato il giorno del montaggio della mia scrivania. Quando ho progettato il mio tavolo di lavoro ho dato la precedenza alla sua posizione nell'ambiente, all'altezza della superficie di lavoro e alle dimensioni,  nonché agli aspetti pratici per sfruttare al meglio tutte le parti della scrivania.

Ho posizionato il tavolo (172 x 92 cm) a 90° rispetto alla finestra, in modo che la superficie di lavoro sia illuminata naturalmente (da sinistra per i destrimani e da destra per i mancini).

Il tavolo ha una forma interessante. Sotto di esso ci sono tre cassettiere su rotelle piene di materiale per i lavori creativi (riposti ovviamente in scatole e cassetti trasparenti), utilizzando un armadietto a giorno che avevo già in precedenza.

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Le cassettiere su rotelle con le scatole trasparenti.


Anche in questo caso i frontali delle cassettiere celano il loro contenuto quando sono sotto al tavolo, mettendolo in evidenza solo quando vengono estratti.

 

Una parte del tavolo è stata destinata al lavoro con la carta, i documenti, il computer (attività "che non sporcano"), mentre la parte opposta del tavolo si presta meglio alla pittura e alle altre attività "che sporcano".

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La superficie superiore delle cassettiere si presta ad essere utilizzata come superficie di lavoro supplementare.


Quando faccio dei lavori con la carta, posso tagliarla direttamente sulla cassettiera (le cassettiere hanno un'altezza tale da non sfiorare il bordo del tavolo e permettono di appoggiarvi lo strato di plastica per lavorare col taglierino), senza ingombrare la superficie di lavoro.

Sotto il tavolo c'è ancora qualche centimetro di spazio dove poter riporre il raccoglitore con le creazioni e uno spazio per le tele un po' più grandi. A volte ci faccio entrare un'ulteriore cassettiera con il materiale di lavoro che devo avere a portata di mano.

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Un po' di spazio in più da utilizzare secondo le esigenze del momento.


Questo spazio aperto sotto il tavolo mi serve anche per poter accogliere un'altra persona quando lavoriamo in due.

Sotto il tavolo ho fissato anche una prolunga elettrica a ciabatta in modo da avere a portata di mano le prese per gli attrezzi elettrici, il computer ecc., e delle righe a T.

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Una presa a ciabatta è sempre utile quando lavoriamo con il computer e degli altri attrezzi elettrici.

 

L'angolo laterale del tavolo rivolto verso la porta è stato chiuso da due lati per diversi motivi:

* i due pannelli sorreggono il peso del grande piano di lavoro;

* chi entra nella stanza non vede ciò che ho riposto sotto il tavolo e non guarda sotto ai miei piedi;

* sul lato esteriore di uno dei due pannelli ho fatto montare al falegname tre pomoli rotondi che svolgono diverse mansioni:

 

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I pomoli per appendere borse e altri oggeti sono sempre utilissimi.

 

- sono pratici per appenderci i sacchetti ecc. Di solito li uso per un sacchetto di carta per i rifiuti in modo da eliminare gli scarti man mano che lavoro;

- li uso per fissare la protezione di nylon quando lavoro con materiali difficili da pulire (colori, pasta da modellare ...);

- sono comunque decorativi in quanto ravvivano quel lato del mobile.

Ho scelto dei pomoli uguali anche per le ante degli armadi dove di tanto in tanto appendo qualche quadro che si deve asciugare bene. Io li ho fatti montare in mezzo all'anta e il mio falegname un po' tradizionalista ha avuto evidentemente qualche difficoltà ad assimilare la mia idea, visto che mi ha chiesto almeno cinque volte se davvero li voglio in mezzo alle ante e non a destra o a sinistra. Anche riguardo alla forma dei pomoli ho dovuto fare un po' di compromessi, dato che preferisco quelli rettangolari che vanno di moda adesso, ma sarebbero risultati meno pratici nel mio laboratorio.

Nell'articolo in cui ho descritto la progettazione del mio spazio creativo ho già sottolineato l'importanza di un'illuminazione corretta, in quanto l'occhio si adatta alle diverse fonti di luce, facendo in modo di non vedere correttamente i colori. Perciò cerco sempre di lavorare alla luce diurna. Quando ciò non è possibile faccio uso di una lampada a risparmio energetico che difonde una luce simile a quella diurna (la cosiddetta lampadina True light).

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Una buona illuninazione è fondamentale per i lavori creativi.


Quando progettiamo uno spazio di lavoro non dobbiamo dimenticarci di una corretta posizione di seduta, perciò ho scelto un pallone terapeutico. Dopo averci pensato bene, ho scelto un pallone con il manico per farci giocare anche i bambini che sono anche i miei clienti. Purtroppo l'ho trovato solo in un colore e non ho potuto scegliere secondo i miei gusti.


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Un pallone terapeutico è una valida alternativa alla solita sedia da ufficio in quanto permette di mantenere una postura corretta e di dondolarsi dolcemente per attenuare le tensioni muscolari.

 

Quando siamo in due a lavorare, prendo una sedia pieghevole che di solito ripongo dietro all'armadio.

 

Nel prossimo articolo parlerò dello spazio per i colori, della serigrafia e di come vanno asciugate le creazioni.




Creatissimo 2010, il blog

Creatissimo JR
26. ott 2010
modificato 28. ott 2010

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