La poesia dei materiali grezzi

Il coreano Jaehyo Lee cerca nei materiali grezzi la poesia della vita quotidiana.

 

 

 I lavori scultorei di Jaehyo Lee riescono subito a catturare il nostro sguardo, forse per l'immanente contrasto tra la ruvidità dei materiali adoperati e la poesia della composizione, oppure quello delle superfici messe a nudo durante la loro lavorazione e il grande rispetto per la natura che ne traspare.

 

 

Nell'era dell'arte digitale, in cui tutti un po' contiamo i minuti che perdiamo per ogni singolo lavoro, le opere di Lee lasciano intuire la grande mole di ore lavorative che pazientemente dedica ad ognuna tra di loro.

 

 

I materiali che Lee adopera nel proprio lavoro provengono sia dalla natura sia dal mero ambito industriale: chiodi d'acciaio, materiale ferroso, lavorazioni a fiamma e carteggiature riescono a riprendere motivi naturali, riflessioni, vortici e rilievi.

 

 

I dialoghi e la sperimentazione con i materiali poveri si trasformano in risultati inattesi, nati da una naturale curiosità verso il loro potenziale creativo. Non importa che si tratti di normalissime pietre, trasformate in tunnel sospesi,

 

 


ramaglie secche che vanno a ricomporsi,

 

 

 

tronchetti di legno che si ritrovano in interessanti grafismi,

 

 

foglie secche che vanno a formare arnie disabitate,

 


o di una coltre di neve che si trasforma in rilievo.

 


La forza creativa di Lee non si ferma dinnanzi all'umiltà del materiale, ma va ad esaltarne la poesia.

 


Chi infatti non ha mai passato qualche minuto a contemplare la luce attraverso dei semplici ghiaccioli che scendono dal tetto?

 

 

Pochi però avranno mai guardato delle vecchie calze di lana come ad un potenziale materiale creativo.

 


Il simpatico Lee vive in un villaggio coreano ad un'ora da Seul insieme alla moglie, anche lei scultrice, e alle figlie. Intorno al suo laboratorio si è formata una comunità di artisti che lo aiutano nei lavori più pesanti necessari alla realizzazione delle sue opere.

 

 

 

 Per quindici anni Lee si è dedicato al proprio lavoro senza riscontri concreti nel mondo della critica d'arte, nonostante ciò non ha mai dubitato della propria strada. Oggi le sue opere sono presenti nei grandi alberghi  e negli spazi pubblici di Dubai e delle altre nuove metropoli che secondo Lee rappresentano una vetrina espositiva formidabile per le opere d'arte. Lee è infatti riuscito a rompere il silenzio intorno a sè proprio con l'esposizione di una sua opera all'interno di un albergo d'alto rango. 

Una storia cresciuta seguendo il proprio intuito e le leggi della natura, e che è riuscita a fiorire grazie ai grandi flussi di persone dovuti alla globalizzazione.

  

 

Testo: JS

Tutte le foto: Leeart

CasaTrend
13. gen 2014

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